| Questo è l'ultimo gioco che ho finto!!!!!
eccovi 1a recensione:
Era da tempo che Polyphony considerava attentamente l’idea di trascurare temporaneamente la serie che l’ha resa celebre in favore di un esperimento che potesse donare nuova linfa vitale al mondo delle corse. Dal primissimo capitolo apparso su Psone, Gran Turismo ha saputo ammaliare con la sua raffinata realizzazione tecnica migliorando di capitolo in capitolo e diventando il simulation racing per eccellenza. L’irrefrenabile voglia di aver a disposizione la stessa potenza grafica e il medesimo realismo su due ruote sembra essere finalmente stata captata dalla software house che ci invita cordialmente a salire in sella ad una maestosa Honda CB750F FireBlade.
Le premesse di Kazunori Yamauchi, presidente dei Polyphony Digital, erano state accolte con entusiasmo e poco scetticismo nei confronti di un progetto ambizioso e incoraggiante, merito di un passato e di un presente che dimostra quanto Polyphony ami il mondo dei motori e quanta passione e meticolosità riservi in ogni suo prodotto. L’arrivo ritardatario di Tourist Trophy, giustificato dal continuo perfezionamento del motore grafico ma soprattutto dallo sviluppo del prossimo Gran Turismo 5 che approderà come tutti sappiamo su PS3, non ha snervato la nostra attesa e ora siamo eccitati come bambini all’idea di poter provare con mano il “Gran Turismo” su due ruote, augurandoci che si tratti del preludio di una nuova e promettente serie.
Il primo impatto è senza dubbio positivo: dopo aver assistito alla splendida introduzione filmata rigorosamente in computer grafica ci accingiamo a scegliere la modalità più immediata e meno impegnativa. Selezioniamo Arcade, ammiriamo la ricca scuderia e dopo aver scelto bolide e pilota siamo pronti a partire. Tourist Trophy emoziona dai primissimi minuti di gioco e nonostante si sia optato per un approccio arcade notiamo che di semplice e immediato c’è in realtà ben poco, del resto si tratta di un simulation racing e per arrivare primi al traguardo assicuriamo che ci vorrà davvero una grossa dose di duro allenamento. La fisica della moto si avvicina alla perfezione e tenerla in piedi dopo un ostica curva a gomito è dannatamente difficile; completare una gara, arrivare ultimi ma senza essere caduti dalla sella è già una grande soddisfazione. Effettivamente, sotto questo aspetto forse Polyphony ha un tantino esagerato: TT terrà incollati i maniaci delle simulazioni ma difficilmente appassionerà chi cerca qualcosa di simulativo ma poco frustrante. Dopo aver testato velocemente la modalità arcade, diamo un occhiata al fulcro del gioco, ossia la modalità carriera.
Le similitudini con Gran Turismo si sprecano, avremo difatti a che fare con l’acquisizione di ben quattro patenti che aiuteranno gradualmente a prendere famigliarità con veicoli e circuiti e credeteci se vi diciamo che per diventare campioni non basterà solo dimestichezza con il pad. Tourist Trophy richiede tattica e altissima concentrazione poichè le cadute durante la competizione non si contano e certe curve sono impossibili da affrontare ad una seppur limitata velocità, particolare non di poco conto se si considera la bravura degli avversari controllati dalla CPU che sfrecciano apparentemente senza rallentare domando imperterriti la strada e facendoci letteralmente mangiare la polvere. Ultima ma non meno importante è la modalità Challenge dove dovrete sudare le cosiddette sette camicie per guadagnarvi il bolide che avete scelto per la gara. Durante la competizione sarà necessario rimanere in testa per dieci secondi per aggiudicarsi l’ambito premio; ogni moto che andrete a sbloccare verrà parcheggiata nel vostro garage personale dove potrete selezionarla o semplicemente vedere la propria scheda tecnica. Simpatica e spensierata l’aggiunta del Free Run ovvero Corsa libera dove potrete provare in assoluta tranquillità le prestazioni dell’ultimo mezzo vinto in modalità Challenge e girovagare liberamente da soli o in compagnia di un altro pilota controllato dalla CPU.
Il parco bolidi è sicuramente il fiore all’occhiello del prodotto in questione, la scuderia proposta da Tourist Trophy annovera numerose marche recenti e non, dalle supersport alle moto che hanno segnato gli anni ’70 e ’80 fino agli scooter tanto di moda negli ultimi dieci anni. Cavalcare una Kawasaki Ninja 600, superare i 200Km/h, osservare la realistica vibrazione di ogni singolo elemento ma soprattutto ascoltare il ruggente rombo del motore è un esperienza impareggiabile e il senso di velocità è ricreato alla perfezione senza l’ausilio di espedienti grafici come motion blur o speciali sfocature a bordo pista. Graficamente siamo a livelli di alto tasso qualitativo, il medesimo motore grafico ereditato da Gran Turismo svolge magnificamente il suo lavoro, donando modelli solidi e particolareggiati, probabilmente i migliori mai visti su PS2 e non accennando minimamente alcuna incertezza durante la gare, cosa a dire il vero più che plausibile se si considera la presenza di solo quattro moto per ogni competizione. Il design dei tracciati rispecchia perfettamente i circuiti già visti nella serie automobilistica dando un malinconico e nostalgico senso di deja vù. Insomma, consideratelo uno spin-off, una pausa riflessiva o semplicemente un esperimento ma questo Tourist Trophy è riuscito seppur non pienamente a soddisfare le nostre aspettative. Pholiphony ha dimostrato ancora una volta quanto abbia le mani in pasta in questo genere di giochi e in attesa del quinto capitolo di Gran Turismo su PS3, perché non sgranchirsi le dita e provare l’ebbrezza di salire in sella al bolide che abbiamo sempre sognato?
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